Viaggio a Miami in coppia: racconto di un’esperienza tra città, on the road e Florida Keys.
- Gabriele Balordi

- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min
Un’idea detta quasi per gioco, un desiderio che in pochi secondi prende forma.Poche parole, una decisione condivisa, e la prenotazione è fatta: partiamo per Miami.
È così che nasce questo viaggio in coppia, senza troppi piani rigidi, con un pizzico di follia e una gran voglia di staccare dalla routine. La promessa di temperature miti, luce intensa e nuovi orizzonti fa il resto. L’approccio è semplice: vivere il momento e lasciarsi guidare dall’esperienza.

Miami: cosa vedere e vivere nei primi giorni di viaggio
Miami ci accoglie con tutto quello che ci si aspetta — e qualcosa in più.Le albe rosa sulla spiaggia, la brezza che muove le palme decorate per il Natale, la sensazione costante di essere in un luogo che vibra di energia.
Ci muoviamo molto a piedi e in bici lungo la Boardwalk di South Beach, alternando momenti lenti a giornate piene.
Gli happy hour su Ocean Drive, ancora più scenografica nel periodo natalizio, diventano tappe naturali.
A Little Havana arrivano mojito ed empanadas, a Wynwood un trionfo di colori e street art che riempie memoria e fotocamera. Il brunch a Brickell, le passeggiate vista baia, le corse in Uber che sembrano parte dell’esperienza: tutto contribuisce a costruire il ritmo giusto del viaggio.
L’hotel a South Beach è funzionale, comodo, con quel carattere un po’ retrò che in città funziona sempre.
Prima cena a Española Way dopo lo shopping su Lincoln Road: turistica, sì, ma fa parte del gioco.Seconda cena a South Pointe: decisamente centrata.
Road trip in Florida: Highway 1 e Florida Keys
A un certo punto il viaggio cambia passo.Ritiriamo una Mustang cabrio e la strada diventa protagonista.
La Highway 1, direzione Florida Keys, è una di quelle esperienze che valgono il viaggio.
La guida è fluida, lo spazio enorme, il paesaggio ipnotico. Il passaggio sul Seven Mile Bridge è uno dei momenti più intensi: acqua ovunque, cielo aperto, la sensazione fisica di essere lontani da tutto.
Arriviamo a Key West, il punto più a sud degli Stati Uniti continentali, il famoso Miglio 0.
Qui il tempo sembra rallentare, anche se il flusso di viaggiatori è continuo.
Key West: tramonto, imprevisti e lato autentico del viaggio
Il tramonto di Key West è uno di quelli che tutti vogliono vedere.
È turistico, certo, ma resta indimenticabile. Il sole scende lentamente, l’atmosfera si fa sospesa, e capisci perché questo momento è diventato iconico.
L’hotel è caro — come tutto in questa zona — ma la posizione e il parcheggio fanno davvero la differenza. La cena, invece, è uno di quegli imprevisti che fanno parte dei viaggi veri: poco centrata, complice un pranzo troppo abbondante e orari che non aiutano. Alla fine resta spazio solo per un dolce ipercalorico, risate comprese.
Nota di merito speciale per una tappa a Marathon Key, dove un piccolo locale di panini di pesce ci conquista… al punto da tornarci due volte.
La casa di Hemingway a Key West: tra letteratura, silenzio e gatti leggendari
A Key West c’è un luogo che cambia improvvisamente il ritmo del viaggio. La casa di Ernest Hemingway non è solo una tappa culturale: è una pausa, un respiro diverso, quasi intimo.
Camminare nelle stanze dove ha vissuto e scritto significa entrare in uno spazio sospeso, lontano dal rumore turistico che domina l’isola. La luce filtra lenta, il giardino avvolge tutto, e il tempo sembra rallentare senza chiedere permesso.
Poi ci sono loro: i famosi gatti, liberi, presenti, indifferenti ai visitatori. Si muovono come se fossero i veri custodi della casa, parte integrante del luogo e della sua storia. Non decorazione, ma identità.
È una visita che non cerca l’effetto wow, ma lascia qualcosa di più sottile:la sensazione di aver toccato un frammento autentico di Key West, fatto di parole non scritte, silenzi e vita vissuta.
Ultimi giorni a Miami: tra sorprese e piccoli contrattempi
Gli ultimi giorni scorrono veloci.C’è l’emozione di una camera d’hotel che sorprende positivamente, e il fastidio di un parcheggio che decide di non collaborare.
Non sempre i suggerimenti “intelligenti” sono davvero azzeccati: alla ricerca di un locale romantico ci ritroviamo in un posto rumoroso, musica cubana a tutto volume, atmosfera decisamente diversa da quella immaginata. Fa parte del gioco.
La stanchezza arriva, l’aeroporto di Miami non è dei più semplici, e tra navette, terminal distanti e aria condizionata si rientra lentamente nella realtà.
Tornare a casa con qualcosa in più
Il rientro passa anche dalle lounge italiane, che rendono la partenza più piacevole. Poi si vola.Torniamo a casa con molti scontrini, tantissime foto e soprattutto con ricordi destinati a restare.
Il sole sembra ancora addosso, nonostante le ore di volo e l’aria fredda.È quella sensazione che resta quando un viaggio, nato quasi per caso, riesce davvero a lasciare il segno.

































