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Il Divano Volante – #2

Siamo sicuri che in questo periodo di reclusione e tempo libero, in parecchi abbiano (ri) scoperto l’arte della meditazione. O dello yoga. O di tutte quelle pratiche che ci portano a viaggiare dentro di noi quando fuori proprio non si può.  Allora abbiamo pensato di esplorare insieme un pezzettino del Subcontinente partendo dalla capitale Delhi. Dal suo fascino caotico: un concentrato di storia, cultura e tradizioni, che incarna l’essenza del Paese.

Divano-cucina-salotto. Allacciati le cinture, si atterra in India!

10 motivi per…

10 curiosità

10 cose che (forse) non sapevi

E 10 minuti al giorno per salire sul divano, chiudere gli occhi ed iniziare a viaggiare. Destinazione Delhi!

1 TUTTI DICONO NAMASTE’

E’ la prima parola che probabilmente imparerai e anche quella che pronuncerai più spesso una volta arrivato in India. Dal sanscrito inchinarsi (nama), io (as), te (te) è un’espressione di saluto. Meglio se accompagnata dal gesto di giungere le mani all’altezza del petto, del mento o della fronte, accennando un inchino col capo.

2 … E TUTTI BEVONO IL TE’

Si fa presto a dire tè. Non esiste paese al mondo che ne consumi tanto quanto l’India. Se senti parlare di “chai”, è arrivata l’ora di sorseggiare: la tradizionale bevanda indiana a base di tè nero, spezie, zucchero, latte e (se ti piace) zenzero grattugiato è un appuntamento immancabile. Viene servita caldissima, in contenitore di terracotta, come tradizione comanda! AI piedi dell’Himalaya invece nasce il tè nero per eccellenza, il Darjeeling. L’omonima regione, una zona bellissima, è conosciuta anche per la Darjeeling Himalayan Railway, la linea ferroviaria montana patrimonio dell’Unesco, la prima ferrovia sulle montagne costruita in India che da New Jalpaiguri a Darjeeling attraversa piantagioni di tè immense e paesaggi incredibili.


In realtà non siamo poi così diversi. L’India è un’appendice all’Europa: stessa etnia, stesso gruppo linguistico, non è impossibile comunicare. Di grande aiuto è la pazienza infinita che contraddistingue la gente. Una pazienza che stupisce sempre: davanti agli eventi della vita, al corso della storia. E’ una filosofia assorbita nel dna, una sorta di “marchio di fabbrica”.

L’effetto immediato, una volta atterrata, si traduce in una semplice, legittima domanda: “l’India mi piace o non mi piace?”. Il disordine e il traffico, certo non aiutano. Ma è d’obbligo, prima di rispondere, lasciarsi attraversare da tutto quello che ti arriva. Vivere la gente e le città appieno, con tutti e 5 i sensi. Ti verrà naturale metterti in ascolto di te stesso e dell’umanità che ti gira intorno.

4 ESPERIENZA DA MAHARAJA

Oltrepassi la soglia di un portone… e ti immergi in un’altra epoca. Non puoi tornare dal Rajasthan senza aver assaporato almeno un po’ della vita da Maharaja. Quella dei grandi re, degli elefanti e dei cammelli, dei sontuosi palazzi principeschi ricchi di antichi segreti.  E’ l’India che tutti sognano.

Trascorrere alcune notti in una di queste affascinanti residenze è un viaggio indietro nel tempo che solo l’India sa offrire. La sera quando rientri nella tua stanza e sai di aver vissuto la storia del Paese, non puoi sentirti più appagata.

5 I GIOVANI A DELHI

Ebbene sì. I giovani indiani di Delhi vivono all’occidentale, tra serate, locali e discoteche. La loro idea di ballo, però, è ben diversa dalla nostra. L’intimità è assolutamente sconosciuta. E’ la Bollywood dance ad imperversare: una mescolanza tra varie danze indiane, classiche e folk, con quelle moderne di ispirazione occidentale. La gioventù indiana è estremamente frammentata ma, se ti capiterà di andare per locali la sera, incontrerai ragazzi aperti alla modernità (che parlano perfettamente inglese!) che mantengono viva un’educazione familiare tradizionale alla quale sono davvero molto legati.

6 MANAGER CON TURBANTE

Una curiosità. Tra i punti di forza del popolo indiano c’è la grande capacità manageriale che li sta portando, da anni, ad essere i primi della classe distinguendosi nel mondo per preparazione e professionalità.  Sempre più manager dell’industria hi tech più all’avanguardia del globo infatti vengono dal Subcontinente. Il ceo di Google, tanto per fare un esempio, e quello di Microsoft (hai detto poco!) sono indiani. Il Paese che “sforna” più dirigenti e fondatori di aziende nell’industria dell’innovazione agli Usa… è proprio l’India.


Se vuoi sperimentare un grande ristorante, cerca un grande albergo. Chi arriva a Delhi non può sbagliare: l’indirizzo da digitare sul navigatore è quello del Bukhara Restaurant.  Capire quale sia il piatto preferito indiano non è un gioco da ragazzi. Sui menù trovi tutto e tutto è buono. Una cosa è certa, in India non si perde peso! L’imperativo è provare, provare tutto quello che ti capita sulla tavola per cominciare un viaggio nel viaggio: quello attraverso la meravigliosa arte culinaria tipica indiana. Tra chapati e samosa – che si consumano a quantità industriale- a fine vacanza sarai perfettamente in grado di comporre la tua lista di piatti preferiti.

8 GURU: COME CERCARLI (E DOVE TROVARLI)

Tradizione vuole che ogni famiglia ne abbia uno. Chi sceglie poi una vita di ritiro spirituale si allontana ma resta comunque una figura alla quale nella gerarchia delle priorità si deve la massima devozione. L’ordine è: il guru, poi la famiglia, infine Dio. In sanscrito è “colui che ti conduce dall’oscurità alla luce”,  lo puoi incontrare in famiglia e ovviamente, in ogni festa sacra del Paese.

9 CANTI, TAMBURI E CAMPANE TIBETANE

Ok, l’India è costellata di cose bellissime da vedere, Delhi ha un’anima in tutte le strade, in tutte le persone che incroci e ogni volta si stabilisce un contatto profondo tra te, il territorio e la sua gente. Ma dobbiamo sposarci un attimo a Varanasi se vogliamo godere (e dobbiamo!) dell’emozione delle cerimonie religiose più intense, appassionanti e coinvolgenti. Dall’alba al tramonto le sponde del fiume Gange sono popolate di pellegrini, fedeli, visitatori. Se riesci a svegliarti alle 5 del mattino sarai ripagata dalla più forte delle esperienze: la gita in barca seguita dalla cerimonia Aarti, un rituale induista che ti lascerà senza fiato.  Ogni giorno nella città sacra migliaia di persone si immergono nelle acque del Gange per depurarsi, liberarsi dai peccati, rinascere. Potrà capitare di trovarti ad essere il solo italiano nel bel mezzo di un rito incomprensibile per la nostra cultura. Ma poi ti trovi a piangere di gioia e non sai come, non sai perché. I canti, i suoni dei tamburi, le campane tibetane, la gente che ti prende per mano e ti sorride. Hai paura di non essere pronto emotivamente quando parti, arrivi in India da occidentale e torni a casa da indiano, almeno un pochino. L’approccio timido al Paese dura giusto un paio di giorni, dal terzo è pura scoperta.  Nel caos impari a sentirti in pace e scopri che la grande accoglienza e il senso di casa non sono luoghi comuni.

10 IL LIBRO DELLA GIUNGLA

Il numero è in crescita e questa è un’ottima notizia. Merito di progetti che tutelano il loro habitat naturale ovvero la foresta indiana. Per vivere il brivido dell’avvistamento tigri non puoi tirarti indietro quando il safari nella giungla chiama.  Dai campi tendati di lusso alle antiche riserve di caccia, sono diversi i punti di partenza del safari tour in compagnia di guide esperte. Nel luogo che ha ispirato Kipling per “Il libro della giungla” si può, di certo, entrare nel vivo della storia.

La ricetta segreta per un viaggio in India da manuale? La combinazione (vincente) di due ingredienti: la visita ad uno degli innumerevoli siti Patrimonio dell’Unesco abbinato ad un’esperienza di natura. Aggiungici una festa tradizionale, spolverizza una buona dose di sapori locali, mischia ad un soggiorno in una residenza antica insieme alle famiglie del posto, e… il piatto è servito!

Ps. Il 29 luglio in tutto il mondo si celebra la Giornata mondiale della tigre. E tu, lo sapevi?

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